Assaggi,  Dolci

Una Città di Carta ha bisogno di un Tiramisù con composta di prugne e meringhe

Se dovessi trovare un denominatore comune per questa estate 2016 sicuramente sarà la parola libri. Erano anni – colpa dei social network e delle connessioni libere – che non cadevo nel vortice della lettura compulsiva.
Con i bimbi ormai indipendenti a livello ludico e ricreativo sia che fossimo in casa o in giro per spiagge e castelli , la possibilità di immergermi in una lettura è aumentata a dismisura. Piacevolmente aumentata. Tanto che la mia memoria e la mia creatività ne stanno producendo i suoi frutti. Ed uno dei tanti libri letti quest’anno è stato Città di carta dell’autore John Green, che ho avuto modo di conoscere a livello cinematografico con Colpa delle stelle.
Un miracolo capita a tutti. Io la vedo cosi. Tipo, non sarò mai colpito da un fulmine, non vincerò un premio Nobel […]
un  inizio che promette bene per questo libro del pluri premiato autore di romanzi e che a ben sperare non abbia la stessa impronta melo drammatica e stucchevole del suo precedente Colpa delle stelle. Un romanzo che ha in sè il passato, il presente e il futuro dei protagonisti con salti nel tempo maestosamente ben calibrati tra di loro e i cui personaggi – due adolescenti americani come tanti – sono ben delineati sullo sfondo di una città fredda e di scarso interesse sociale.
Quasi quattrocento pagine – nella versione stampata da Rizzoli che ho acquistato – che parte da un fitto mistero per arrivare a carpire i segreti dell’amicizia adolescenziale. Personaggi ben fatti, trama ben strutturata e ambientazione descritta nei minimi particolari ma arrivare alla fine è stato difficile per alcuni passaggi morti, inutili ai fini della descrizione e quasi messi li a caso per aumentare il numero delle pagine. E siccome a me piace leggere i libri fino in fondo nonostante siano pallosamente trascinanti verso il dimenticatoio della mia libreria, devo aggiungere alla noia qualcosa che gli dia fervore per portarlo a termine. E per farlo mi sono buttata in cucina e vi ho sfornato (si fa per fire visto che il forno non serve) un tiramisù particolare e che mi ha permesso di finire anche la scatolina di prugne di cui vi parlavo prima.

E quando si legge un libro …

Ma prima di lasciarvi la ricetta del Tiramisù con composta di prugne e meringhe vorrei solo aggiungere che per gli amanti del genere noir, del dico – non dico questo libro è ottimo per le serate estive rischiarate solo da una candela accesa e profumata e da un dolce al cucchiaio dolce ed acido allo stesso tempo. E ora via con la ricetta:

Ingredienti del Tiramisù con composta

Ingredienti: 10 prugne o susine nere, 250 g di mascarpone, 15/20 meringhe, 25 g di zucchero di canna, 50 g di zucchero semolato, 4 albumi e 4 rossi.

La preparazione del Tiramisù

Preparazione: lavate, pulite togliendo il nocciolo, e dividetele a metà le prugne che andranno successivamente cotte con lo zucchero. Cuocete per una decina di minuti circa senza aggiungere acqua in quanto le prugne rilasceranno a loro volta dei liquidi. Lasciate raffreddare e frullate creando così un composto omogeneo. Disponete in 6/8 bicchieri o in una pirofila di vetro la composta di frutta* e lasciatela rassodare in frigo mentre preparerete il tiramisù.
Sbattete con una frusta il rosso dell’uovo creando una spugna cremosa e aggiungete poco alla volta il mascarpone creando una crema compatta. Montate a neve ben ferma gli albumi e aggiungetela alla crema di mascarpone, girando lentamente dal basso verso l’alto con una marisa e stando attente a non smontare cosi le uova.
La composta di prugne a questo punto si è rassodata, rimanendo comunque morbida permettendo cosi di aggiungere sul fondo di ogni bicchiere o nella pirofila di vetro, le meringhe e tenendone un paio da sbriciolare alla fine sopra al dolce al cucchiaio. Aggiungete la crema al mascarpone e completate con le meringhe sbriciolate con le mani. Lasciare in frigo per circa 2/3 ore dopo aver coperto con della pellicole i vostri bicchieri o la pirofila di vetro..

 

*Attenzione alla composta di prugne. Come ogni tipologia di frutta quando viene cotta, rilascia il liquido contenuto e questo può dare fastidio alla consistenza della composta in sé. In caso abbiate scelto una tipologia di frutta che emana molto liquido, una volta che si è raffreddato potete utilizzare un colino a maglia fine – come ad esempio quello che si utilizza per spolverare con lo zucchero a velo – e scolare il succo che si è formato. Quest’ultimo è buono aggiungendo ulteriore acqua e bevuto come succo e soprattutto è naturale e salutare. 

 

 

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