Croazia,  Europa

La nostra prima vacanza in 3: Porec in Croazia

“Mamma ma quando ho viaggiato per la prima volta?” 

I figli a volte riescono veramente a metterti in difficoltà con le loro domande. Sicuramente le studieranno mentre dormono certe questioni. Tant’è che quando Ciopi mi ha posto il quesito sono letteralmente caduta dalle nuvole. Non mi fraintendete. Non che ricordi poco del nostro primo viaggio. Anzi. Ho ben in mente ogni loro singolo vagito, sorriso e risata ma il loro primissimo viaggio insieme è qualcosa che ricordo vagamente.

Saranno stati gli ormoni. Sarà stato che il primo viaggio insieme in tre (e mezzo) arrivava dopo un periodo non proprio idilliaco della mia vita sentimentale. Che quando la piccola di casa mi ha fatto la domanda, ho avuto un attimo di sconforto.

Per chi non lo sapesse. Io, Sabrina ovvero colei che scrive sul blog per la maggior parte delle volte, vengo da precedente matrimonio da cui è nato Mattia. Tra un tira e molla con il suo papà le cose non andavano proprio bene. E di comune accordo abbiamo deciso di lasciarci. Tempo un paio di anni urlando al mondo che non mi sarei mai innamorata più che arriva Davide. E poi Sofia. Ma questa è una altra storia.

Veniamo al primo viaggio insieme che è poi l’argomento di questo scritto. Il quale fa parte di un progetto più ampio portato avanti da Silvia. La nostra blogger di  Mammainviaggio  ideatrice anche di un hashtag #laprimavacanzain3 ha raccolto tutti i nostri primi viaggi in tre. Vi consigliamo di leggerli perchè oltre ad essere divertenti e a volte buffi, danno ottimi spunti per vacanze indimenticabili.

Torniamo un attimo alla nostra storia. Fino a quando ho conosciuto Davide, viaggiare non era proprio nelle corde di nessuno in famiglia. Nelle mie c’era già una incontrollabile voglia di partire. Ma a volte bisogna essere in due per fare certe scelte. Soprattutto quando c’è un bimbo di mezzo. E così oltre che andare al mare dalle nostre parti, di grandi viaggi in famiglia non vi è traccia.

E qui entrano in gioco i ricordi sbiaditi di un viaggio in Croazia. Mattia ancora piccolino, un compagno alla sua prima esperienza con bimbo al seguito e la Ciopi. Beh lei era nella mia pancia ancora. E fidatevi se vi dico che all’epoca già si faceva sentire.

A questo punto voi direte che viaggiare con un bambino oramai grandicello non è paragonabile a farlo con un bimbo piccolo. Effettivamente loro parlano e si muovono in piena autonomia. Tutto può sembrare facile e semplice. Sicuri? Se ci seguite vi raccontiamo il nostro viaggio avventuroso tra le spiagge non spiagge dell’Istria.

 

Croazia – Porec – La temuta piscina di un albergo
☆ Scegliere la Croazia con i bambini : Porec in Istria 

Scegliere Porec in Istria come primo viaggio a tre è forse stata la scelta più infelice della nostra vita da genitori. Abbiamo scelto di pancia. Forse anche di ricordi. Per noi Parenzo – così è chiamata in italiano questa cittadina balneare della Croazia – è stato il primo viaggio da innamorati. Ci alzavamo tardi la mattina, si scendeva in piscina o in spiaggia. Si mangiava quando capitava. Si faceva molto tardi la sera. Soprattutto ci si metteva nemmeno tre ore di autostrada. Vicino, facile e comodo non trovate?

Comodissimo se non fosse che quando ci siamo tornati con Mattia l’autostrada era appena stata inaugurata in un svincolo importante e le tre ore si sono quadruplicate diventandone ben 15. Mese di Agosto. Bollino nero. E noi fermi in mezzo al traffico, motore spento, pieni di bagagli e tutto l’occorrente per trascorrere una settimana in appartamento con un bambino non abituato a viaggiare.

Vi svelo un segreto. Ci hanno salvato degli studenti svedesi. Da un furgone scassato probabilmente tenuto su con dello scotch, è sbucato fuori un pallone da calcio. Mettersi a giocare a palla in mezzo alle macchine ferme, chiacchierando in lingue diverse gli uni con gli altri ,è stato un attimo!

 

… e da quel giorno noi viaggiamo sempre con un pallone in macchina! 

 

Quindici ore di macchina. La stanchezza, le gambe doloranti, gli ormoni in ballo ma soprattutto il passaggio in frontiera con la Slovenia.

Avete mai avuto quella sensazione di incompleto, mancante? Io si! ho sempre avuto paura di uscire dai confini e trovare un zelante ufficiale a cui i documenti presentati risultassero poco chiari.

E ricordatevi mamme (e papà) che, quando si viaggia con i bambini è sempre bene avere tutti i documenti in regola!  In caso poi che i genitori siano separati o divorziati, c’è bisogno dell’autorizzazione di entrambi. Salvo disposizioni diverse da parte del Tribunale dei minori ma questa è un approfondimento complicato che non stiamo ad affrontare al momento.

… avere sempre i documenti in regola! E un paio di fotocopie nelle valigie!

 

Pensate che sia finita qui? Assolutamente no! Sopraggiunta la fame, il male alle gambe (e alle orecchie) è stato il preludio per il panico totale. Ovvero arrivare in appartamento e scoprire che non era più disponibile!

L’Istria come tutta la Croazia, ha dei prezzi degli appartamenti veramente economici. Le zimmer ovvero le camere in affitto sono un mercato molto ampio e spesso volentieri in mano anche a persone non proprio attente al cliente. La fregatura è sempre dietro all’angolo! E se noi alla primissima esperienza ci abbiamo rimesso pochi soldi di caparra, vuol dire che siamo stati anche fortunati. Non sempre va cosi bene!

Croazia – Vicino a Porec – In un punto dove non c’è nulla – Image by Sabrina

 

☆ Cosa fare in caso la struttura prenotata non sia disponibile? 

Domanda molto interessante. Risposta alquanto difficile. All’epoca del nostro primo viaggio in tre e mezzo, l’uso del telefono cellulare serviva solo per le chiamate e i messaggi. Non esistevano i social,  WhatsApp era ancora una idea nella mente dei suoi ideatori. Le mappe erano solo cartacee. Insomma telefonavi e potevi fare solo quello!

Ed è quello che abbiamo iniziato a fare noi. Abbiamo incominciato a telefonare a tappeto tutti gli alberghi della zona fino a quando non si è mostrata la nostra salvezza. Una camera tripla in un residence a pochi minuti dal centro di Porec.

Con ogni probabilità il Laguna Materada che con le sue piscine, la cucina interna internazionale, la spiaggia non spiaggia e tanto tanto ancora, forse non esisterà nemmeno più. Avrà cambiato nome. In fin dei conti in otto anni cambiano tantissime cose. Ma se cosi non fosse, il nostro consiglio è quello di prendere nota. L’albergo è veramente adatto alle famiglie con bambini al seguito.

Scegliere la sistemazione giusta quando si viaggia con i bambini è assolutamente importante. Toglietevi dalla testa soprattutto se sono piccoli di soggiornare in luoghi selvaggi dove non vi è acqua potabile e nemmeno un ospedale nelle vicinanze. Queste considerazioni possono essere fatte dal momento in cui diventano grandi. Ci mancherebbe altro, voi siete liberi di muovervi come vi pare. Noi andiamo sul sicuro. E questa vacanza ci ha fatto capire che il pericolo è dietro l’angolo e che avere con sé sempre un kit di primo soccorso è indispensabile.

 

Avere con sè sempre un kit di primo soccorso! 

L’ordine dei piccoli incidenti capitati in una settimana ve lo evito. In compenso sappiate che siamo partiti  con tre confezioni da 24 cerotti colorati e altrettanti sono state acquistati. Un paio di fasce per le distorsioni alle caviglie e chissà cos’altro che sto dimenticando. Ah si! La crema per le ustioni. Quella oramai è immancabile in ogni viaggio.

E questo solamente perchè in Istria non esistono spiagge come le intendiamo noi. Ovvero con la sabbia e con il mare accogliente. Adatto ai bambini. La salvezza è stata ovviamente la piscina! Questa opportunità di trovare una sistemazione con piscina annessa è veramente stato di grande aiuto. Ed ecco perchè vi consiglio di scegliere quando vi è possibile, una struttura che abbia nei paraggi una pozza d’acqua al cloro.

L’Istria con i suoi quattrocento passa chilometri di costa, non ha spiagge con sabbia. E se c’erano noi non le abbiamo trovate. Piccoli anfratti con sassi. Grandi distese di sassi duri. Mare mosso. Onde enormi. Impossibile raggiungere l’acqua per la troppa gente. Scordatevi di rimanere ore sotto l’ombrellone a fare castelli con la sabbia. Evitate proprio di portarvi dietro l’occorrente per farlo.

 

☆ Perchè viaggiare con i bambini sembra facile!

E lo è assolutamente! Rifarei tutto da capo anche le 15 ore di viaggio. Tornerei volentieri in Croazia e in tutti i luoghi che ci hanno visto mettere piede. Lo farei con una certa consapevolezza matura. Informandomi sulle strutture. Non partendo a caso e soprattutto avendo l’occorrente per i bambini in caso di piccoli disastri. Lo rifarei altri milioni di volte e mi spiace solo non averlo scoperto prima perchè nonostante tutto sono esperienze che lasciano un segno ed aiutano a crescere nel mondo. A renderli indipendenti.

Siamo giunti cosi al termine di questo racconto. Prima di noi  i consigli di Giordana ed Elena che dal loro blog Hashtagmamme ci hanno accompagnato sul Lago di Garda e il prossimo giovedì non perdetevi assolutamente il racconto di Flavia con il suo Centrifugato di mamma alle prese con una vacanza nella Repubblica Domenicana. A suo dire una “faticaccia di vacanza”!

E voi quale è stata la vacanza in tre più divertente, disastrosa o indimenticabile? I commenti vi aspettano.

 

La foto di copertina è di  iva_keser da Pixabay (licenza commerciale aperta)

 

 

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