Italia,  Veneto

Asiago e la strada del vecchio trenino

Ad una altitudine di 1000 metri sopra al livello del mare, Asiago è la più conosciuta delle località che compongono l’Altopiano dei sette comuni sulle Prealpi venete. Il clima mite e la cordialità dei suoi abitanti, rendono questa zona un perfetto luogo di villeggiatura sia in estate che in inverno. In assenza di neve e alla ricerca di fresco in una estate alquanto strana, abbiamo iniziato a conoscere Asiago partendo da una passeggiata adatta a tutti. Oggi vi portiamo a spasso per la strada del vecchio trenino.

Essendo un percorso ciclo pedonale è possibile percorrerlo sia a piedi che con la propria bicicletta. Non smetteremo mai di farlo notare in ogni nostro articolo/post che il rispetto è fondamentale quando si visita o si intraprende un viaggio. In particolar modo quando come in questo caso, il percorso è adatto sia a un pubblico che ama camminare e a chi invece ama utilizzare la propria due ruote.

A piedi da Asiago a Tresche Conca per la strada del vecchio trenino

Inaugurata nel 1910 e chiusa nel 1958, la ferrovia che collegava la valle con l’altopiano è diventata con gli anni, una perfetta pista ciclo pedonale. Il suo dislivello di nemmeno 250 metri e i suoi 20 km pianeggianti sono ottimi per brevi passeggiate in mezzo alla natura. Noi l’abbiamo percorsa per voi da Asiago fino alla prima galleria di Cesuna che dista circa 15 km, lasciando ai meno stanchi il restante tratto per Tresche Conca. Tempo di percorrenza circa 3 ore.

Zaino in spalla con acqua a disposizione, cappellino in testa e crema solare spalmata ovunque oltre che comode scarpe, sono gli accessori indispensabili per percorrere in sicurezza e tranquillità questo intinerario. Si parte a passo sostenuto dopo aver lasciato la macchina nell’ampio e gratuito parcheggio dello Stadio del Ghiaccio, dove la presenza di un bar con squisite paste è la prima sosta della giornata. Qui troviamo tra le altre cose che offre la cittadina di Asiago, il Parco Mille Pini. Una collinetta con un verde prato e alcuni alberi dove oltre ad avere a disposizione attività ludico ricreative in legno per i bambini, diventa un luogo di aggregazione per famiglie in cerca di fresco e di relax. Una coperta ed è subito pic nic!

Lasciandoci alle spalle le risate dei bambini e la vecchia stazione del treno, passiamo davanti al parcheggio attrezzato per camper, un paio di supermercati e alcune case per entrare a tutti gli effetti nel percorso ciclo pedonale. Il primo tratto che costeggia la strada principale e alcune case, è totalmente all’aperto. Nessun albero regala ombra in una giornata soleggiata e calda di inizio luglio. A farci sorprendere sarà comunque il panorama che ci mostra la bellezza dell’altopiano con i suoi colori accesi e pieni. Immancabile è la fotografia sopra la balla di fieno che con uno scossone ci regala una nuvoletta di insetti festaioli.

Il primo tratto della strada del vecchio trenino: Canove di Roana

Arriviamo in meno di mezzora a Canove di Roana, dove è stato allestito il museo dedicato alla prima guerra mondiale di cui l’altopiano di Asiago è stato teatro durante la storica offensiva di primavera. All’esterno della struttura possiamo trovare una vecchia locomotiva e un piccolo parco giochi dove poter sostare per un breve pic nic o per rinfrescarsi. Non ci soffermiamo molto e proseguiamo verso Cesuna, osservando la presenza di alcuni segni della vecchia ferrovia. I resti di un passaggio a livello, parti di gallerie ricoperte oramai di muschio e sottopassaggi anneriti dal fumo delle locomotive. Rimaniamo incantati da come tutto attorno si siano sviluppate le case mantenendo un severo rispetto per il passato e i suoi reperti storici. Passiamo oltre ed entriamo cosi nel fitto bosco, lasciandoci alle spalle il sole e l’immancabile abbronzatura da “muratore”.

Qui l’ombra si confonde con gli odori della natura e ci mostra in alcuni tratti come il forte vento che ha colpito la zona nell’inverno scorso, sia stato devastante. I danni all’eco sistema e al patrimonio boschivo sono incalcolabili. Cerchiamo di non pensare alle ripercussioni che si avranno nel futuro e lo facciamo cercando di non farci mettere sotto dai ciclisti indisciplinati che pensano che tutto sia una gara contro il tempo.

Piccoli spiazzi in mezzo al bosco ci permettono di stendere un telo e tirare su una breve sosta ricca di panini al prosciutto e tantissima energica frutta. Ci rilassiamo per una mezzoretta incontrando altri amanti delle camminate nella natura con i loro cani al seguito. Tutti rigorosamente al guinzaglio e con il loro sacchettino per raccogliere. Apprezziamo tantissimo e noi stessi al momento di andarcene, raccogliamo i nostri rifiuti e li teniamo nello zaino per tutto il percorso prima di gettarli negli appositi bidoni.

Secondo tratto della strada del vecchio trenino: Cesuna

La prima galleria che incontriamo lungo il percorso della strada del vecchio trenino è lunga 363 metri ed è parzialmente illuminata. E’ la prima e anche l’ultima che visiteremo in questo itinerario. Nonostante sia stata molto suggestiva percorrerla tutta e fermarsi a curiosare nei piccoli anfratti nella roccia, le nostre gambe incominciano a chiedere riposo.

La galleria di Cesuna è una vera e propria opera dell’uomo, percorribile sia a piedi che in bicicletta ma attenzione che essendo scavata nella roccia il freddo è veramente tanto. Il passaggio dai quasi 40 gradi esterni ai 10 gradi percepiti al suo interno sono una botta all’organismo non da poco! Consigliamo di indossare una felpa o coprirvi le spalle con una coperta. Se poi siete anche bravi a ricordarvi una piccola torcia, il divertimento per i bambini sarà doppio.

Le gambe doloranti. Il contapassi che segna sul display ben 12 mila passi già percorsi e 2 ore di strada all’attivo, decidiamo di tornare indietro. Non prima di leggere in una delle aree didattiche allestite, la storia della ferrovia, e di come sia stato importante unire la valle con la montagna.

La strada prosegue fino a Campiello passando per Tresche Conca dove è presente la seconda galleria semi illuminata, lunga solo 186 metri e di cui non possiamo dare ulteriori informazioni, non avendola provata.

Torniamo indietro e per altre due orette scarse il silenzio tra di noi è veramente tanto. Tutta la stanchezza accumulata unita alla bellezza del paesaggio che si mostra ai nostri occhi, ci fa rimanere in completo silenzio. E a noi va benissimo cosi!

2 commenti

  • Alessandra

    Sono stata ad Asiago, ma ho sempre e solo visitato il centro storico e il Sacrario senza informarmi sui sentieri da fare in zona. Quello che hai descritto sembra un bel percorso veramente. Grazie del suggerimento!

    • SaBriNa

      E’ stata una meravigliosa sorpresa anche per noi. Ci sono tantissimi sentieri da percorrere tra cui il più suggestivo delle 52 gallerie. Un giorno magari lo faremo insieme.

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