Europa,  Italia,  Trentino Alto Adige

Val di Non: Santuario di San Romedio e il sentiero nella roccia

Se la destinazione per le vostre vacanze è il Trentino Alto Adige non può mancare assolutamente una visita al Santuario di San Romedio, in Val di Non.

Famosa per la produzione di mele ad alta quota, la valle è circondata da montagne ricche di fascino e da un eco sistema da scoprire passo dopo passo. Uno di questi si trova su uno sperone di roccia ed è formato da cinque chiese unite fra di loro da una scalinata.

Stiamo parlando del Santuario di San Romedio, un suggestivo esempio di arte cristiana medioevale che si trova nella frazione di Sanzeno a pochi chilometri dal lago di Santa Giustina. Per raggiungere questo luogo di culto, meta di pellegrinaggio, esistono tantissimi modi e uno di questi è assolutamente imperdibile per gli amanti delle escursioni. Lo abbiamo chiamato il sentiero nella roccia ed è fattibile per tutti, bambini compresi.

Santuario di San Romedio
Come raggiungere il santuario: il sentiero nella roccia

Come abbiamo accennato poco sopra, esistono svariati modi per raggiungere il Santuario. Il più facile e il meno faticoso, è sicuramente quello che prevede l’utilizzo di un mezzo a motore. La strada asfaltata che dal centro abitato di Sanzeno si snoda nel canyon del Rio Romedio, porta fin sotto il parcheggio.

Prestate molta attenzione all’altezza del vostro mezzo: prima di partire con camper o pulmino, informatevi con l’Ufficio APT di zona se avete le caratteristiche per percorrere la strada. In alternativa in estate è attivo il servizio di bus navetta.

Se preferite una passeggiata suggestiva e ricca di fascino, il sentiero delle forre di San Romedio inizia dal parcheggio del Museo Retico di Sanzeno passando inizialmente fra i filari di mele per poi costeggiare lo sperone di roccia. I 3 km che separano l’abitato e il Santuario, hanno un dislivello veramente minimo. Un parapetto in legno permette, anche a chi soffre di vertigini, di non accorgersi del canyon sottostante.

Prima parte del percorso – sentiero della roccia San Romedio

Nato nel 1800 come canale di irrigazione, il percorso si è trasformato negli anni in una meta escursionistica e di arrampicata. Non smetteremo mai di scriverlo ma prestate sempre massima attenzione per non incorrere in piccoli incidenti: scarpe ai piedi adatte ai sentieri di montagna con rocce, borraccia d’acqua e kit di primo soccorso!

Percorsi i 3 km che costeggiano la roccia e che ci mostrano il canyon sottostante, il Santuario ci appare in tutta la sua bellezza.

E ma mica finisce qui … eh! Un ultimo sforzo!

L’ultimo scatto da far fare alle proprie gambe consiste nell’irta salita che porta all’entrata e credetemi che sono 5 minuti molto intensi per via della sua pendenza. Niente panico per i meno allenati c’è una strada strada asfaltata che dopo un paio di tornanti vi accompagnerà in cima.

E per tornare indietro potete scegliere di ripercorrere il sentiero nella roccia o la strada che corre sotto il costone. Ovviamente quest’ultima è percorsa dalle macchine e bisogna stare maggiormente attenti!

Santuario_SanRomedio_Scalinata
Salita ultima al Santuario di San Romedio
Santuario di San Romedio tra storia e leggenda

La storia di questo luogo di culto cristiano nasce attorno al IV-V secolo e gira attorno alla figura del giovane nobile bavarese, Romedio. Il quale, deciso a lasciarsi alle spalle il mondo di ricchezza e opulenza in cui era cresciuto, decise di ritirarsi a meditare nel punto più alto della Val di Non, vicino al comune di Coredo. A seguito della morte dell’eremita, la tomba creata in una grotta, divenne un luogo di preghiera per molti credenti. Una tomba nuda e senza abbellimenti che portò attorno all’anno 1000 alla scelta di costruire la prima cappella e una piccola chiesetta. Da allora e per ben nove secoli la piccola tomba si arricchì di ulteriori quattro chiese, sette edicole della Passione e in ultimo il recinto per l’orso. Si si avete letto bene! Recinto per orso.

Santuario di San Romedio: inizio della scalinata dei 131 gradini

Non possiamo negare che il motivo per cui siamo arrivati fino a qui è sentir raccontare la leggenda dell’orso. Si narra che l’eremita Romedio costretto a dover raggiungere Trento per far visita al vescovo morente, chiese ad uno dei suoi discepoli di sellare il proprio cavallo. Al ritorno dal ricovero del cavallo, il giovane Davide tutto impaurito e tremante confidò all’eremita che un orso aveva banchettato con il cavallo e Romedio, per nulla intimorito “ordinò” a Davide di sellare l’orso che dolcemente si fece carico dell’eremita accompagnandolo fino a Trento.

Santuario San Romedio: una delle cinque chiese al suo interno

Associare San Romedio all’orso è oramai consuetudine. Sia per la leggenda che ne narra il particolare episodio, sia per la presenza di questo animale nei boschi vicini. E sarà proprio questo pensiero che nel 1955 nel recinto costruito appositamente nella vasta area a fianco all’entrata del Santuario, arrivò Charlie. Su volere del conte Gallarati Scotti, si diede il via al ricovero di un giovane orso sottratto al circo. Leggendo le notizie dell’epoca fu accolto con tutti gli onori dagli abitanti della zona, dando il via a moltissimi altre esperienze di accoglienza. Arrivando a San Romedio se avrete fortuna ci sarà l’orso Bruno a darvi il benvenuto. La sua storia è tremenda come quella dei suoi predecessori e questo dovrebbe farci riflettere.

Proveniente dai Carpazi, Bruno, venne rapito da piccolo e venduto con lo scopo di farlo diventare un “fenomeno da baraccone”* . La sua è una storia come tantissime altre, dettate dalla cattiveria dell’uomo ma dal 2013 la sua nuova casa in Trentino è sicuramente quella che maggiormente troverà il consenso di tutti.

Purtroppo noi Bruno non lo abbiamo proprio visto. La giornata di pioggia intensa lo ha portato a ripararsi in una delle grotte che si trovano sotto il Santuario. Non abbiamo insistito urlando e cercando di attirarlo fuori, abbiamo rispettato assolutamente il suo volere.

Ridendo e scherzando abbiamo pensato che essendo domenica pomeriggio, era intento ad assistere alla partenza della Formula 1. E per fortuna non ci ha detto chi stava vincendo! A parte gli scherzi! Visitare questo Santuario percorrendo il sentiero nella roccia è stata una bellissima esperienza. Pioggia compresa!

Torneremo a visitare la Val di Non e cercheremo di incontrare l’orso Bruno intendo a mangiare la fresca frutta che il suo custode gli lascia ogni giorno. Sarà bellissimo percorrere nuovi sentieri e vivere nuove esperienze.

Alla prossima ….

*una parte della storia di Orso Bruno e di Orso Charlie è tratta dal sito Ilovevaldinon che ringraziamo per le informazione dettagliate.

Un commento

  • Katja

    Ci andavo spesso quando ero piccola tra le gite scolastiche e giri con i miei genitori. Ma ti devo dire che è da una vita che non ci vado e mi piacerebbe molto ritornarci: è davvero una bella meta da raggiungere e visitare!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.