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Maiorca: ricordi sbiaditi di viaggio

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Sono giorni che pensiamo a come iniziare a scrivere un pezzo sull’isola di Maiorca. Ad ogni inizio seguiva un cancellare, un rimandare e a pensare ad altro. In questo periodo di quarantena, abbiamo avuto modo di provare tutte le sensazioni che l’essere umano è in grado di percepire.

Siamo passati da riflessioni tortuose, pensieri sospesi e percorso il lungo viale dei ricordi. Ad aiutarci una scatola ripiena di biglietti, cartoline e souvenir di ogni genere provenienti da tutto il mondo.

Abbiamo così preso il mappamondo e siamo partiti virtualmente per un viaggio nella memoria. Il primo volo in aeroplano direzione Parigi, il tuffo nelle verdi acque della Croazia e le tortuose strade di Irlanda a bordo di una Cinquecento rossa. E poi ecco che improvvisamente da un CD la sorpresa di fotografie dimenticate in un angolino e mai riprese.

E la quarantena assume così un sapore diverso molto simile ad un padella ricolma di una piccante paella accompagnata da una fresca sangria, leggermente alcolica. Qué guay! direbbero i giovani spagnoli davanti alla notizia di partire per una vacanza. A questo punto non ci resta che partire seppure virtualmente a ritroso nella memoria. Direzione Maiorca! Tra un ricordo sbiadito e un sapore ritrovato.

Agosto 2010 ed è subito Maiorca!

Rileggendo la storia di ben dieci anni fa, sicuramente non c’era da stare allegri nemmeno in quei giorni. Attacchi terroristici in Russia, terremoti devastanti e la fine della pandemia di influenza suina (il virus H1N1) erano argomenti che stavano tenendo in pugno il mondo. Scegliere di partire poteva risultare un vero azzardo ma mai avremo pensato di ritrovarci su una scena di un film d’azione americano.

Protagonista della pellicola la First Lady americana, Michelle Obama che, in quei giorni, soggiornava presso la Residenza estiva dei Reali Spagnoli, in una visita diplomatica di vitale importanza per la politica internazionale. Agenti di scorta armati fino ai denti, perquisizione dei mezzi pubblici e privati con appositi scanner e immergersi nel surreale mondo americano è stato un attimo. Passato un primo momento di sconforto per le ore perse, la vacanza doveva ripartire a pieno ritmo. Unico pensiero era quello di rilassarci. E quale località scegliere se non Palmanova?

Per la nostra vacanza abbiamo scelto le spiagge di Palmanova

Considerata la più grande delle isole Baleari, Maiorca è in grado di offrire innumerevoli opportunità di vacanza in base alle proprie esigenze. Per il nostro primo viaggio in due abbiamo cercato principalmente una località con spiagge sia attrezzate che libere e una ampia scelta di locali notturni dove poter trascorrere le serate.

La nostra attenzione si è subito concentrata sulla costa sud occidentale dove si trova il complesso residenziale più grande dell’isola, Palmanova. Spiagge larghe di sabbia bianca e fine, un fondale dolce adatto anche ai meno esperti baby shark con una movida non troppo invadente, ci hanno convinto fin da subito.

Tre sono le spiagge di fine sabbia bianca che si possono scegliere per far il pieno di abbronzatura : Playa Son Matias, Playa de Palmanova e Playa de Carregador. E se stare fermi non è il vostro ideale di vacanza, abbiamo notato che le attività erano veramente innumerevoli. Dal giro in barca allo snorkelling per ammirare da vicino i fondali marini, le offerte sono per tutti i gusti e per tutte le tasche.

Essendo Palmanova ben collegata sia, con l’aeroporto Internazionale Son Sant Joan e con il capoluogo Palma, le spiagge possono apparire in alcuni momenti della settimana, molto affollate. L’isola è molto grande e la facilità di spostarsi è ampia così risulta assolutamente prioritario cercare altrove ma se l’idea di muovervi non vi piace. Nessun problema! Tutti i residence e gli alberghi di Palmanova hanno enormi e ben attrezzate piscine dove poter ripiegare in alternativa alla spiaggia. E la maggior parte di esse sono incluse nell’offerta del pacchetto scelto al momento della prenotazione.

Visitare Palma e le sue meraviglie architettoniche

Palmanova e Palma, capoluogo e punto nevralgico dell’isola di Maiorca, distano poco più di una ventina di chilometri. I collegamenti pubblici sono molteplici e in particolare il servizio di autobus è quello che maggiormente è utilizzato. Costo alquanto basso – se la memoria non ci inganna con due euro siamo andati e tornati in meno di mezzora di strada e un servizio puntuale come da tabella fissa alla fermata.

Attenzione all’utilizzo dell’aria condizionata sui bus di Maiorca: se fuori i gradi superavano i 30 ma il clima era mite quasi ventilato, all’interno degli autobus maiorchini la temperatura scende sotto i 20 gradi. Prendersi un malanno alla gola è un ottimo!

Che voi amiate o meno visitare monumenti, un passaggio a Palma è ugualmente d’obbligo. Una città viva e allegra ricca di negozi dai colori accesi e di prodotti tipici locali. Non possiamo negarvi che lo shopping che da sempre non è una nostra priorità, nel centro storico di Palma ha assunto un sapore diverso. Siamo stati conquistati dagli odori e dagli innumerevoli colori che richiamano la cultura spagnola. Non ne siamo usciti a mani vuote e con il portafoglio più alleggerito ma un paio di espadrillas da indossare subito era impossibile non acquistarle.

Palma di Mallorca e la cattedrale gotica maiorchina

Tra un negozio di scarpe e uno di perle è impossibile non soffermarsi ad ammirare anche solo esternamente, la Cattedrale di Santa Maria. Non tanto perchè è il monumento religioso più importante della città quanto per la sua maestosità. L’opera di costruzione ebbe inizio attorno al 1220 dopo la conquista da parte degli spagnoli delle isole Baleari e prese il posto dopo la demolizione, di una moschea nella media della città. Il suo stile gotico è meraviglioso anche solo ammirandola all’esterno, lascia tutti a bocca aperta. A fianco possiamo ammirare il Palazzo de l’Almudaina, la residenza ufficiale dei Reali spagnoli sull’isola.

Castello di Bellver e il panorama su Palma

Per chi ci segue da anni sa che la nostra passione principale sono i castelli e una vacanza senza averne visitato uno, non la possiamo chiamare tale. E anche l’isola di Maiorca ha un castello a cui poter fare una visita seppure con grande fatica e sforzo. Non ci troviamo molto distanti da Palma e la direzione è quella che porta a Palmanova con lo stesso autobus e la stessa temperatura glaciale.

Costruito su una collina oltre all’imperdibile panorama sulla città, attrae i curiosi per la sua particolare forma circolare. Il Castello di Bellver è uno dei pochi in Europa ad avere questo tipo di pianta circolare ed è anche l’unico in territorio iberico. Utilizzato nei secoli come residenza reale e successivamente come prigione, si raggiunge attraverso una strada acciottolata che parte dal quartiere di El Terreno. Gradino dopo gradino, fatica dopo fatica si raggiunge il punto più alto della città dove si può ammirare ogni singolo angolo di Palma.

E dopo tutto sto camminare …..

… ci fermiamo in uno dei tantissimi ristoranti, locali e taverne che l’isola sa offrire per tutte le tasche e per tutti i gusti. La tradizione gastronomica è lunga e non possiamo andare via da Maiorca senza aver assaggiato la sobrasada, il tipico insaccato dall’inconfondibile colore arancione e aromatizzato da spezie come ad esempio la paprika dolce. Oppure le più conosciute empanadas che se un tempo erano servite solo durante alcune festività tipiche religiose, con gli anni sono diventate una pietanza senza tempo. Un perfetto mix di carne e di verdure che possono essere gustate mentre si passeggia per le vie di Palma o prendendo il sole in qualche bianca spiaggia dell’isola.

Ultima ma non meno importante troviamo la paella catalana che servita direttamente nella padella con cui è stata cotta, richiama i sapori del mare e del sole che si imprime sulla pelle abbronzata. Ad accompagnare il tutto oltre ad una fresca birretta locale, ci siamo fatti portare il tipico pane aromatizzato all’aglio che tanto abbiamo sentito parlare da amici amanti della zona. Sicuramente la salsa Aioli non è un aiuto per una vacanza di coppia ma è talmente buona che si può soprassedere per un paio di ore dal baciarsi o farsi le coccole.

Cosa ci rimane di tutto questo ricordare?

Siamo giunti alla fine di questo piccolo ricordo di viaggio di tantissimi anni fa e anche se al momento viaggiare è impossibile per moltissimi versi, abbiamo voluto ricordare un momento felice. Da questa quarantena ne usciremo più forti, più carichi di sentimenti ed emozioni ma soprattutto abbiamo fatto tesoro di importanti insegnamenti. Abbiamo imparato a conoscere meglio noi stessi e gli altri, a capire quali sono le esigenze di ognuno di noi. Torneremo a viaggiare e lo faremo con una consapevolezza diversa speriamo più matura per tutti. E prima di lasciarvi ci piacerebbe sapere se anche voi avete un viaggio che vi ha emozionato ma i cui ricordi sono leggermente sbiaditi, persi in qualche fotografia dentro a un cd dimenticato.

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