Friuli Venezia Giulia,  Italia

Sacile: passeggiando nel Giardino della Serenissima

Il nostro viaggio alla scoperta del Friuli Venezia Giulia inizia da Sacile, il comune più occidentale della regione. Una sosta di qualche ora che ci permetterà di fare rifornimento per poi ripartire in direzione del lago di Barcis per partecipare a una facile escursione in mezzo alla natura.

Sacile, sorge su due piccole isole del fiume Livenza, considerato il più dinamico corso d’acqua della pianura veneto friulana. Copioso d’acqua, pescoso e ricco di vegetazione fin da tempi remoti, mantiene un rapporto con la cittadina di grande spessore. Un connubio che, ancora oggi, è ben visibile passeggiando fra le sue vie, dove i palazzi rinascimentali sembrano specchiarsi nell’acqua.

La storia ci racconta che un tempo remoto, la cittadina in provincia di Pordenone, era un fiorente porto commerciale oltre che una piazza importante per lo stato patriarcale friulano. Tutto cambiò nella prima metà del 1400, quando un patto di reciproca assistenza e difesa con la Repubblica di Venezia, la trasformò nella città porta del Friuli. Un periodo fiorente e ricco come ci mostrano i palazzi nobiliari che compongono il centro storico.

Scarpe comode (sempre!) e acqua fresca in zaino, partiamo per una passeggiata di un paio di orette in quel di Sacile dove sembra che il tempo si sia fermato.

Passeggiando fra le viuzze di Sacile – Il Giardino della Serenissima

La nostra passeggiata a Sacile, ha inizio dal parcheggio di Via Ruffo incrocio con Viale della Repubblica, dove è presente un’area sosta a pagamento. Una decina (e forse meno) di stalli che hanno la possibilità di carico/scarico dell’acqua con un costo di 5 euro per 24 ore di permanenza.

Se invece raggiungerete la cittadina con la vostra automobile, abbiamo osservato che ci sono moltissimi parcheggi gratuiti. Comodi e a pochi minuti dal centro. In alternativa, se volete utilizzare il treno la linea di riferimento è quella di Venezia – Udine con fermata a Sacile Centrale. Pure in questo caso la zona storica è facilmente raggiungibile.

Seguendo le indicazioni per il centro e percorrendo via Garibaldi con i suoi portici, arriviamo dritti dritti sulla prima isola. Ci ritroviamo così in Piazza del Popolo, un tempo emporio destinato alle merci del porto fluviale. Conosciamo veramente poco della storia di questa cittadina e la prima cosa che ci viene in mente, osservandone la piazza è la sua grandezza. La parte maschile della famiglia si appresta così a commentare che “sarebbe un luogo perfetto per una partita di calcio!”.

“Vecchie guide recitavano che Piazza del Popolo era utilizzata come sferisterio per esercitarsi nel giuoco del pallone nei primi del ‘900 ” (cit. Visit Sacile )

L’occhio sportivo di papà Davide e di Mattia sono un dono innato e mentre loro parlano animatamente di rigori mancati o di partite perse, ci addentriamo sotto i portici. Ci lasciamo così alle nostre spalle i palazzi di inizio seicento di gusto veneziano e percorriamo via della Libertà, soffermandoci a chiacchierare con le papere indaffarate nel Livenza.

Non abbiamo in verità una meta. Ci lasciamo conquistare dai sensi che ci portano a girovagare per le due isole che compongono Sacile. Siamo letteralmente conquistati dai ponti, dalle attività commerciali sul fiume e dal chiacchierio che si percepisce dai portoni aperti. La piccola Chiesa di Santa Maria della Pietà che si affaccia timida sul Livenza o il Duomo con il suo alto campanile ci accompagnano in questa passeggiata. Evitiamo di entrare nella Chiesa Parrocchiale di S. Nicolò Vescovo per via della celebrazione di un matrimonio ma ci fermiamo dal basso ad osservarne il suo campanile storto.

Il terreno sabbioso e i vari terremoti sembrano aver scalfito solo in parte la costruzione del 1568 e una lieve pendenza è osservabile a occhio nudo. Sulla sua sommità su una base girevole spinta dal vento possiamo osservarne un angelo a protezione della città.

Passiamo oltre e ci addentriamo sempre più nelle viuzze della cittadina attirati dal rumore dell’acqua che scorre lentamente. Su e giù per i ponti con gli occhi pieni di tante cose da vedere non ci accorgiamo subito dei barconi con le sedute per pranzare o cenare. Mantenendo quel distanziamento sociale che in questo periodo è un obbligo morale da parte di tutti noi, il vociare dei commensali è un piacevole sentire. C’è allegria, voglia di socializzare. Sarà per questo motivo che da ben 747 edizioni nel borgo friulano si svolge la Sagra dei Osei. Una mostra mercato di uccelli ed altri animali che si è tenuta per la prima volta nell’agosto del 1247. Prossima edizione proprio in questi giorni – dal 28 Agosto al 6 settembre –

La passeggiata per Sacile si ferma qui con la voglia di tornare per conoscerne meglio le sue meraviglie naturalistiche. Siamo certi che avrà ancora tantissimo da raccontarci e da mostrarci. E voi siete mai stati a spasso per il Giardino della Serenissima?

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