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Barcis e la vecchia strada della Valcellina

Il lago di Barcis e la vecchia strada della Valcellina sono le destinazioni scelte per la seconda tappa di viaggio in Friuli Venezia Giulia. La vallata alpina che separa le Prealpi Carniche da quelle Bellunesi, pone di fatto il limite di confine con il Veneto. Una zona che è percorsa dal torrente Cellina, da cui prende il nome e che comprende una decina di comuni, tra cui Barcis e il suo omonimo lago.

Tantissime sono le opportunità escursionistiche, sportive o di semplice svago offerte in vallata. Il nostro viaggio itinerante non ci permetterà di farle tutte per mancanza di tempo. Tanto che la nostra attenzione si è così focalizzata su un unico percorso ciclo pedonale che si svilupperà all’interno della Riserva Naturale Forra del Cellina. Una passeggiata facile di nemmeno dieci km che da Montereale Valcellina arriva fino alla frazione di Barcis. In questo luogo, considerato il più suggestivo di Italia, potremmo ammirare la forza della natura in tutta la sua energia. Il fiume Cellina che da il nome alla valle è il protagonista indiscusso di questo fenomeno.

Ritorniamo così a parlare di un fenomeno tipicamente carsico sia a livello di superficie che nella profondità del terreno. Pozzi, gallerie, doline sono solo alcuni degli esempi che si possono ammirare nell’ambiente naturalistico della Riserva. La forza dell’acqua inoltre, ha sempre avuto una valenza energetica molto importante da essere sfruttata fin dai tempi antichi. Ne è testimonianza storica una prima diga costruita ad inizio 900 che serviva come canale di deviazione per alimentare le vicine centrali idroelettriche di Malnisio e Giais.

La vecchia strada della Valcellina: come è nata?

La prima domanda che ci siamo posti arrivando sul lago di Barcis è stata: è nata prima la diga o la vecchia strada? Per dare una risposta dobbiamo tornare ad inizio del 1900, data che segna l’inizio di un nuovo progetto: la costruzione di un “prima” diga. Per rendere tutto ciò fattibile, fu necessario tracciare una strada di servizio che avrebbe permesso ai lavoratori di procedere con la costruzione della diga. Successivamente nel 1906, il tracciato venne trasformato in una strada carrozzabile, collegando così la vallata con la pianura.

Un percorso ad oggi impensabile da percorrere a piedi, non osiamo immaginarla con una macchina!

Ad oggi sia la diga che la strada carrozzabile hanno cambiato uso di destinazione. Nel 1954 infatti, venne costruito un nuovo sbarramento – Ponte Antoi – creando il lago artificiale azzurro di Barcis mentre nel 1992 con l’inaugurazione del nuovo traforo, la carrozzabile si trasformò in un percorso ciclo pedonale.

La vecchia strada della Valcellina – Informazioni generali

Aperta al pubblico stagionalmente e in base alle condizioni ambientali, la vecchia strada è una attrazione molto sentita dai turisti che frequentano il lago di Barcis. Il suo tragitto di circa dieci chilometri, collega Montereale Valcellina alla frazione di Barcis, Molassa. Parallela agli impianti idroelettrici è formata da gallerie scavate nella roccia e a strapiombo sulla forra del Cellina.

Si può percorrere a piedi o in bicicletta ma anche con il trenino rosso che accompagna il visitatori in una dimensione storica ricca di dettagli. E’ un servizio a pagamento che non abbiamo avuto modo di provare ma che consigliamo per famiglie con bambini piccoli o che non amano camminare.

Percorso a piedi molto facile e con un dislivello minimo. Fattibile in un ora o poco più su strada asfaltata. Attenzione agli avvisi di non sporgersi e agli allarmi per eventuale piena.

Che voi decidiate di percorrere la strada a piedi o in bicicletta bisogna premunirsi di un biglietto di entrata al costo di 3 euro a persona. La biglietteria è ubicata in località Ponte Antoi (la “nuova diga”) dove troviamo anche l’inizio del percorso. L’orario di entrata è dalle 10 alle 18 con ultimo ingresso alle 17 .

Norme anti covid: ad inizio galleria viene fornito un caschetto da “esploratore” igienizzato e una cuffietta monouso. Rimangono in atto le precauzioni di distanziamento sociale e l’uso della mascherina in caso di assembramenti (aggiornato ad agosto 2020)

Per i più allenati è possibile seguire il Sentiero del Dint che si allaccia alla vecchia strada e che è immerso nel bosco. Difficoltà bassa e un dislivello molto contenuto dove è possibile attraverso i tre belvederi di osservare il canyon e le vallate attorno.

La vecchia strada della Valcellina e il Ponte Tibetano

Inaugurato nel 2016, il Ponte Tibetano sulla forra della Cellina è una attrazione di forte impatto adrenalinico. In perfetta sicurezza con corda e caschetto è aperto stagionalmente in base alle condizioni atmosferiche al costo di 3 euro di biglietto acquistabile sul posto. Sono 55 i metri sospesi sul canyon con un panorama nella sottostante forra e le sue acque dai colori azzurri, verdi.

Informazioni pratiche per raggiungere e sostare presso il Lago di Barcis

Il Lago di Barcis e la relativa Riserva Naturale Forra del Cellina si trovano in provincia di Pordenone, ben raggiungibile con strade statali e autostrade. Il nostro consiglio – soprattutto se siete in camper – è quello di raggiungere il lago seguendo le indicazioni per Aviano e successivamente per Barcis. Meno consigliabile seguire le indicazioni per Longarone e per Erto e Casso (Diga del Vajont) per via della strada stretta e delle gallerie basse a cui stare attenti in caso di mezzo alto.

Il lago di Barcis è attrezzato con una area sosta camper in località Ribe che si affaccia direttamente sull’invaso artificiale. Ben tenuta e a un costo sostenuto con allaccio elettricità e camper service. In alternativa, super consigliato da noi, l’ospitalità del vicino Campeggio San Francesco è impagabile. Immerso nel verde e nel silenzio del Parco delle Dolomiti Friulane è dotato di tutti i comfort per una vacanza nella natura.

Perchè visitare la vecchia strada della Valcellina

Che sia uno dei più suggestivi fenomeni carsici lo abbiamo scritto ma che sia anche il più selvaggio forse si intuisce tra le righe. Passeggiare a picco sulla forra è sicuramente una esperienza di forte impatto che lascia una bellissima sensazione. Si entra nella storia di una vallata e si capisce solo una volta percorsa la strada come fino ad inizio del 1900 sia questa stata isolata dal resto di Italia. E si assiste alla forza della natura che riesce a darci ogni giorno un insegnamento di vita senza uguali.

La nostra permanenza presso il lago di Barcis è durata pochissimo. Avendo avuto difficoltà di trovare posto nell’area di sosta e trovando nel proprietario del Campeggio San Francesco, uno spiraglio per una notte, siamo stati costretti a rimandare una conoscenza più approfondita della zona. Ci sarebbe piaciuto fare un bagno nel lago che con il suo azzurro verde è ugualmente bello da vedere e da ammirare.

Riprendiamo il nostro viaggio alla scoperta del Friuli Venezia Giulia dirigendo il camper verso il Tarvisio. Altro lago e altre esperienze ci aspettano.

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