Drago-Vaia-Lavarone
InCamper,  Italia,  Trentino Alto Adige

Il Drago di Vaia a Lavarone – Alpe Cimbra

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Il Drago di Vaia è l’installazione in legno più grande d’Europa raffigurante la figura mitologica tanto amata dai bambini. Alto 6 metri e lunga 7, il drago alato si trova nel comune di Lavarone, sull’ Alpe Cimbra in Trentino. Per poter realizzare l’opera, lo scultore veneto Marco Martalar, ha utilizzato ben 2 mila viti e 2 mila scarti di arbusti, provenienti dai boschi devastati dalla potenza della natura.

In questo articolo non troverete la storia della tempesta che ferì il Nord Est nell’ottobre del 2018. Avrete modo di scoprire, passo dopo passo, come raggiungere con una bella camminata in mezzo ai boschi, il custode che veglia sulla valle circostante. Siete pronti intraprende a camminare con noi? Attenzione. E’ importante essere attrezzati, rimanere sui sentieri e rispettare la natura. Il Drago vi sta osservando, non vorrete mica farlo arrabbiare, vero?

Partenza da area sosta Pra Grando – Parco Palù

“Quando arriva la tempesta, puoi solo aspettare che passi. Poi scegliere come reagire” 

Lavarone-Passeggiata-Scoperta-Drago-di-Vaia

E con questo mantra che siamo partiti dall’area sosta camper “Pra Grando” frazione Gionghi – cappella (via Padova 9/1 – Lavarone) dove abbiamo fermato il camper in un fine settimana di inizio ottobre senza nuvole e un meraviglioso sole. La sosta perfetta per poter raggiungere con una bella camminata, il drago più grande di Europa.

A passo lento. Senza la frenesia della vita quotidiana. Raggiungendo l’altura in cui è collocata l’installazione in legno in poco meno di 30 minuti. Indicazioni chiare, fuori dalle strade più trafficate e assolutamente adatte a famiglie con bambini.

La strada che abbiamo percorso con un discreto dislivello è facilmente percorribile senza faticare. Nel mentre abbiamo chiacchierato, preso un caffè bello carico in un bar del paese e scattato le immancabili fotografie di rito. Tuttavia esistono altri percorsi che si possono utilizzare per raggiungere la località in cui è installata l’opera dell’artista veneto Martalar.

Alternative a piedi per raggiungere il Drago di Vaia

Vorremo specificare che non esiste un modo facile per raggiungere il Drago, se non attraverso passeggiate in mezzo ai boschi. La frazione di Magrè dove è stata collocata l’installazione in legno, è tra gli abitati lavaronesi, la località più in alto. Non sarà un caso che la scelta sia caduta su questa frazione in quanto da questo punto si avrebbe una visione ampia di tutta la vallata sottostante. Un panorama che muta, trasformandosi in base alle stagioni.

Consigliamo sempre un abbigliamento idoneo. In montagna il tempo può cambiare da un momento all’altro. Ricordate di procurarvi una giacca a vento per ogni evenienza ed eventualità. Scarpe comode e zainetto con acqua, snack e kit di primo soccorso.

Come raggiungere il Drago di Vaia da:

  • Municipio di Lavarone in frazione Gionghi – cappella si può percorrere il sentiero a tema dedicato alla storia del drago. Un oretta in mezzo al bosco per respirare aria fresca e conoscere da vicino la filosofia del progetto “Land Art” (se avete curiosità di conoscere da vicino di cosa si tratti potete date una occhiata a Lavarone Green Land)
  • Frazione Bertoldi è possibile sostare con la propria automobile raggiungendo a piedi il drago con le indicazioni per la frazione Slaghenaufi. In questa località potete inoltre immergervi nella storia visitando il cimitero dell’ospedale militare austro ungarico affidato ai Cavalieri di Malta. Un momento di intensa commozione e di silenzio surreale.
  • Frazione Bertoldi presso il Bike Park Lavarone è aperto con orari stagionali l’impianto di risalita “seggiovia Tablat” che in 7 minuti accompagna i visitatori fino allo Chalet Tana Incantata a 1338 mt. Per raggiungere il drago si scende lungo il sentiero a tema o per i boschi in meno di 15 minuti. Indicazioni chiare e precise sul posto.
  • A Passo Cost nella frazione di Cappella è stato istituito un ampio parcheggio che da la possibilità di raggiungere l’abitato di Magrè per poi salire fino all’altura dove è collocato il drago.
Drago-Vaia-Figura-Mitologica-Alata

Non solo Drago di Vaia: sentieri ed esperienze in Alpe Cimbra

Se amate le passeggiate e la montagna, il comprensorio dell’Alpe Cimbra offre innumerevoli possibilità escursioniste adatte a tutte le tipologie. Ne abbiamo scelte alcune che possono far contenti chi come noi, adora camminare con passo lento, soffermandosi a smangiucchiare qualcosa di tipicamente tradizionale a metà del percorso.

Il sentiero delle sorgenti – Percorso ad Anello 3, 5 km

Percorso-delle-Sorgenti-Alpe-Cimbra

Partendo dall’abitato di Bertoldi, dove è possibile sostare con la macchina, si seguono le indicazioni ben chiare e dettagliate per il percorso. Un primo nucleo di casette colorate con i murales che raccontano la storia degli abitanti dell’Alpe Cimbra si giunge alcuni metri più avanti alle prime installazioni. Le fontane presenti non sono altro che gli antichi beveratoi utilizzati per il bestiame in quella che un tempo era l’antico camminamento. Abeti bianchi, rossi nel fitto bosco saranno gli unici compagni di passeggiata con un dislivello complessivo di 118 metri circa. Adatto ai bambini dai 6/7 anni in poi che troveranno interessante i pannelli descrittivi del percorso.

Il sentiero Respiro degli Alberi – Percorso ad anello 5, 6 km

Composto da una facile passeggiata adatta a tutti, compreso i bambini in passeggino, il sentiero Respiro degli Alberi, permetterebbe una ampia visione sulla valle del Centa e sull’Alta Valsugana. Affrontabile in tutte le stagioni è arricchito, ogni anno, dalle opere degli artisti che lavorano artigianalmente il legno. Il percorso il Respiro degli Alberi rientra a tutti gli effetti nel progetto Land Art, il cui elemento è l’albero come fonte di vita. A conclusione è impossibile non rimanere estasiati dalla bellezza offerta dal lago di Caldonazzo che potrete ammirare da un punto privilegiato.

I percorsi della Grande Guerra: la difficile ricostruzione

L’Altopiano di Lavarone insieme a Folgaria e Luserna, si ritrovarono loro malgrado nel mezzo del primo conflitto mondiale con ingenti perdite sul piano umanitario ed economico. Passeggiando fra i boschi, i sentieri o saltando con la propria e bike, non si può rimanere indifferenti dalle testimonianze del passato. Circondato da fortezze ed avamposti militari, Lavarone si ritrovò nel 1915 a divenire zona di guerra e subendo l’esodo forzato dei suoi abitanti verso i campi profughi austriaci.

E se ti prende male, fermati!

Lasciando alle spalle il Drago Vaia e seguendo le indicazioni per la baita Tana Incantata (ve ne sono un pochino ovunque, non vi sbagliate!) si può provare a gustare le specialità tradizionali della cucina cimbra. L’immancabile polenta, speck, carne salada, il formaggio Vézzena accompagnate da una birra artigianale Cimbra rigenerano e sollevano lo spirito oltre che le gambe. E se non siete in forma per scendere, a fianco della baita c’è la fermata a monte della seggiovia. Comoda per scendere a valle.

Gli immancabili consigli di fine articolo

Non possono mai mancare i consigli di fine articolo, non trovate? L’esperienza di visitare il drago più grande d’Europa vale la fatica di salire, camminare e respirare aria pulita. E’ una bellissima esperienza che ci permette di connettere il nostro essere con la natura che cambia, si trasforma e muta ciclicamente. Visitare il drago sarà molto bello per i più piccoli a cui potremo insegnare il rispetto della Terra che ci ospita e il nostro consiglio è quello di scegliere giornate infrasettimanali. Nei weekend armatevi di molta pazienza soprattutto se volete godere del silenzio e di scattare qualche foto ricordo con il Drago.

Web Content Writer | Blogger e Ghostwriter Mi occupo di scrivere contenuti per siti e blog di libere professioniste. Quando non scrivo mi piace perdermi tra i boschi di montagna, leggere libri fantasy e sorseggiare una fresca birra irlandese.

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