Una rappresentazione del viaggio attraverso la Germania del nord in camper

Germania del Nord in camper: itinerario tra Berlino, Lubecca e Amburgo

Un viaggio nella Germania del Nord in camper può nascere da un itinerario studiato nei dettagli oppure, come è successo a noi, prendere una direzione leggermente diversa strada facendo.

Dopo aver trascorso alcuni giorni a Praga, abbiamo attraversato il confine tedesco per proseguire verso Berlino, Lubecca e Amburgo, tre città molto diverse tra loro che sono diventate le tappe principali della seconda parte del nostro viaggio estivo.

Berlino era nei nostri programmi da parecchio tempo. Continuavamo a inserirla tra le destinazioni da vedere prima o poi e questa volta, complice il percorso iniziato a Praga, era finalmente arrivato il momento giusto.

Lubecca, al contrario, è entrata nell’itinerario quasi per caso.

Il progetto iniziale era decisamente più ambizioso: dalla Germania avremmo voluto continuare verso la Norvegia. Una volta messi insieme giorni disponibili, chilometri da percorrere e tempi necessari per il rientro, abbiamo preferito modificare il viaggio e dedicare più tempo alla Germania settentrionale.

Una scelta che ci ha fatto scoprire una città che probabilmente, seguendo il programma originale, avremmo soltanto attraversato.

E poi c’è Amburgo, dove siamo arrivati con un programma ben preciso e una certezza geografica decisamente meno solida.

Avevamo infatti pensato a un reel da realizzare davanti a una delle cattedrali tedesche più conosciute. Idea carina, scene già immaginate, contenuto praticamente pronto nella nostra testa.

C’era soltanto un piccolo problema: il Duomo che volevamo vedere era quello di Colonia, non di Amburgo.

Dettagli. Abbiamo quindi lasciato il Duomo di Colonia al suo posto e siamo andati alla scoperta di Amburgo, che aveva parecchio altro da offrirci.

Da Praga verso Berlino, Lubecca e Amburgo in camper

Il nostro itinerario è iniziato in Repubblica Ceca, con alcuni giorni dedicati a Praga, per poi proseguire verso nord attraversando la Germania.

Le tre tappe sono state:

  • Berlino, prima destinazione dopo Praga e città che desideravamo visitare da tempo;
  • Lubecca, scelta dopo aver modificato il progetto iniziale di raggiungere la Norvegia;
  • Amburgo, ultima grande tappa prima di iniziare il viaggio di rientro.

Sulla carta sono semplicemente tre città della Germania. Durante il viaggio abbiamo scoperto tre atmosfere completamente differenti.

Il viaggio nella Germania del nord in camper inizia da Berlino e dalla porta di Brandeburgo simnolo di libertà

Berlino in camper, una città che aspettavamo da tempo

Ci sono città che finiscono in un itinerario perché si trovano lungo la strada e altre che diventano la ragione per costruire quella strada. Berlino, per noi, appartiene decisamente alla seconda categoria.

Arrivare a Berlino in camper significa però rendersi conto immediatamente delle sue dimensioni. Nella capitale tedesca il concetto di parcheggiamo e facciamo due passi in centro, perde rapidamente significato, anche perché Berlino un centro vero e proprio, nel senso in cui siamo abituati a immaginarlo nelle città italiane.

La metropoli tedesca è una città fatta di quartieri, distanze, pezzi di storia e identità differenti. Ed è probabilmente proprio questo uno degli aspetti che ci incuriosiva di più prima di partire.

4 giorni a Berlino, organizzati per zone

A Berlino abbiamo dedicato quattro giorni pieni, un tempo che ci ha permesso di visitare parecchio senza trasformare ogni giornata in una corsa da un monumento all’altro. Le distanze sono importanti e organizzare gli spostamenti per zone si è rivelata la soluzione più comoda.

Abbiamo quindi diviso idealmente la città in tre parti, dedicando a ciascuna una giornata e lasciandoci il quarto giorno più libero. Una scelta che consigliamo soprattutto se, come noi, oltre ai luoghi simbolo volete entrare nei quartieri, curiosare nei negozi, fermarvi davanti a un murale o semplicemente cambiare programma quando qualcosa attira la vostra attenzione.

Tre percorsi che raccontano altrettante facce della città e che, soprattutto, permettono di capire perché Berlino sia così difficile da racchiudere in una sola definizione.

Primo giorno dalla Berlino monumentale a Kreuzberg

Per iniziare abbiamo scelto alcuni dei luoghi che rappresentano immediatamente Berlino nell’immaginario collettivo.

La Porta di Brandeburgo è stata il nostro punto di partenza. Da Pariser Platz ci siamo poi spostati verso il Reichstag, sede del Parlamento tedesco, riconoscibile per la grande cupola di vetro progettata da Norman Foster.

La cupola può essere visitata gratuitamente, ma l’accesso richiede la prenotazione anticipata. Vale quindi la pena organizzarla prima di partire se volete inserirla nell’itinerario.

A pochi minuti a piedi si trova il Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa, composto da 2.711 stele di cemento di altezze differenti. È uno di quei luoghi in cui il tono della giornata inevitabilmente cambia e che merita di essere attraversato con il tempo necessario.

Abbiamo proseguito poi verso Gendarmenmarkt, una delle piazze più scenografiche della città, con il Französischer Dom, il Deutscher Dom e la Konzerthaus.

Fin qui, insomma, la Berlino delle fotografie più classiche. Poi abbiamo cambiato completamente scenario.

Kreuzberg a Berlino con il murales dell'astronauta

Kreuzberg, la Berlino che cercavamo anche noi

Se la mattina l’abbiamo dedicata alla Berlino monumentale, Kreuzberg ci ha mostrato quella più alternativa, multiculturale e legata alla cultura underground.

Ed era una parte della città che volevamo assolutamente vedere.

Ci siamo mossi tra Oranienstraße e Mariannenstraße, dove negozi indipendenti, locali, graffiti e murales cambiano progressivamente il paesaggio urbano. Tra questi c’è anche il celebre Astronaut/Cosmonaut, uno dei murales più riconoscibili del quartiere.

Naturalmente siamo finiti anche da Coretex Records, storico negozio indipendente di Oranienstraße dedicato soprattutto alla scena punk, hardcore e alternativa. Diciamo che, conoscendoci, le probabilità di passargli davanti senza entrare e acquistare la mitica tshirt del negozio, erano piuttosto basse.

Kreuzberg ci ha mostrato quella più alternativa, multiculturale e legata alla cultura underground.

Secondo giorno da Museumsinsel, Alexanderplatz e i cortili nascosti

Il secondo giorno lo abbiamo costruito intorno alla zona più centrale, partendo dalla Museumsinsel, l’Isola dei Musei, patrimonio UNESCO affacciato sulla Sprea.

Qui si concentrano alcuni dei musei e degli edifici più importanti della città e si trova anche il Berliner Dom, il Duomo di Berlino, immediatamente riconoscibile per la sua grande cupola. Attenzione che la visita è a pagamento.

Il fiume Sprea e la zona dei monumenti

Il Neues Museum e il busto di Nefertiti

Tra i musei dell’Isola dei Musei abbiamo scelto di visitare il Neues Museum, soprattutto per una ragione: vedere dal vivo il celebre busto di Nefertiti.

Realizzato oltre tremila anni fa e ritrovato nel 1912 durante gli scavi ad Amarna, in Egitto, il busto della regina è diventato uno dei simboli della collezione egizia di Berlino e uno dei reperti archeologici più conosciuti al mondo.

Dal vivo è uno di quegli oggetti davanti ai quali ci si ferma più del previsto. Sarà perché lo abbiamo visto infinite volte sui libri, nei documentari e nelle fotografie, ma trovarselo improvvisamente davanti ha tutto un altro effetto.

Il Neues Museum merita comunque una visita che vada oltre Nefertiti, che ahimè non è possibile fotografare. Le sue collezioni attraversano la preistoria, la storia antica e soprattutto l’Antico Egitto, con papiri, sculture, sarcofagi e numerosi reperti archeologici.

  • Se avete pochi giorni a Berlino e dovete scegliere uno dei musei della Museumsinsel, per noi questo è stato sicuramente uno di quelli da inserire nell’itinerario.
Il museo egizio di Berlino ospita una collezione storica dall'antico Egitto fin all'epoca romana

Alexanderplatz e le rivolte studentesche

Abbiamo proseguito lungo Unter den Linden, lo storico viale alberato che attraversa il centro monumentale, per poi raggiungere Alexanderplatz.

La piazza è uno dei punti di riferimento più conosciuti di Berlino, soprattutto grazie alla Fernsehturm, la Torre della Televisione che con i suoi 368 metri continua a comparire tra i palazzi mentre ci si sposta per la città. Praticamente una bussola berlinese, decisamente difficile da perdere di vista.

Da Alexanderplatz ci siamo poi diretti verso Hackescher Markt, dove Berlino riesce ancora una volta a cambiare faccia nel giro di pochissimi metri.

La metropolitana ad Alexander Platz

Dalle Hackesche Höfe alla street art di Haus Schwarzenberg

Le Hackesche Höfe sono un complesso di otto cortili comunicanti, restaurati e oggi occupati da negozi, locali, uffici e spazi culturali. Sono eleganti, curati e piacevoli da attraversare anche semplicemente per curiosare.

Poi basta spostarsi praticamente di fianco per entrare a Haus Schwarzenberg.

E qui cambia tutto.

Pareti ricoperte di graffiti, adesivi, poster, installazioni e street art trasformano il vicolo in uno spazio completamente diverso dai cortili appena lasciati.

È uno di quei contrasti che a Berlino diventano quasi normali: eleganza e cultura underground convivono a pochi passi di distanza e nessuna delle due sembra particolarmente interessata a chiedere il permesso all’altra.

Terzo giorno inseguendo la storia del Muro di Berlino

Per la terza parte del nostro itinerario abbiamo seguito uno dei fili più importanti per comprendere la storia recente della città: il Muro di Berlino.

Checkpoint Charlie, il passaggio tra Berlino Est e Berlino Ovest

Prima di raggiungere il Memoriale del Muro abbiamo fatto tappa a Checkpoint Charlie, probabilmente il più famoso tra i posti di blocco che durante la Guerra Fredda permettevano il passaggio tra Berlino Est e Berlino Ovest.

Si trovava lungo Friedrichstraße, al confine tra il settore americano e quello sovietico, e il suo nome deriva semplicemente dall’alfabeto fonetico NATO: dopo Checkpoint Alpha e Checkpoint Bravo arrivava, appunto, Charlie.

Oggi l’atmosfera è molto diversa da quella raccontata dalle fotografie storiche. Il luogo è diventato una delle attrazioni più frequentate della capitale tedesca e della struttura originale rimane soprattutto il valore simbolico. Vale comunque la pena passarci, soprattutto se si sta seguendo un itinerario dedicato alla storia del Muro.

Per comprendere davvero cosa significasse vivere in una città tagliata in due, però, per noi la tappa più interessante è arrivata poco dopo, a Bernauer Straße, dove si trova il Memoriale del Muro. È probabilmente uno dei luoghi migliori per rendersi conto concretamente di cosa abbia significato vivere in una città divisa.

In questo luogo sono conservati tratti delle fortificazioni di confine e il percorso all’aperto permette di ricostruire la storia del Muro attraverso fotografie, testimonianze e punti di osservazione.

Vedere i luoghi, le strade e le distanze reali rende molto più comprensibile qualcosa che sui libri di storia rischia di rimanere astratto.

Da Bernauer Straße ci siamo poi spostati verso Friedrichshain e la parte orientale della città.

Check point Charlie è il punto di divisione tra est ed ovest di Berlino

East Side Gallery e Oberbaumbrücke

La tappa successiva è stata la East Side Gallery, il tratto del Muro trasformato dopo la riunificazione in una galleria d’arte a cielo aperto.

Si estende per oltre un chilometro lungo la Sprea e raccoglie più di cento opere realizzate da artisti provenienti da diversi Paesi. Alcune immagini sono diventate famosissime, ma percorrerla tutta permette anche di soffermarsi sulle opere meno conosciute.

Alla fine del percorso si incontra uno dei panorami che abbiamo associato maggiormente a questa parte di Berlino: l’Oberbaumbrücke, il grande ponte in mattoni che collega Friedrichshain e Kreuzberg attraversando la Sprea.

Ed è forse qui che le tre parti del nostro itinerario hanno iniziato davvero a ricomporsi.

Perché Berlino è la Porta di Brandeburgo, ma è anche Kreuzberg. È l’eleganza di Unter den Linden e pochi minuti dopo un vicolo completamente ricoperto di graffiti. È il Muro che racconta una città divisa e la East Side Gallery che quello stesso Muro ha trasformato in uno spazio dedicato all’arte e alla libertà.

Quattro giorni sono stati sufficienti per conoscerne parecchi pezzi. Decisamente troppo pochi per avere la pretesa di aver capito Berlino fino in fondo.

Dove sostare in camper a Berlino

Per visitare Berlino abbiamo scelto il Camping RZB Reisemobil Zentrum Berlin, in Waidmannsluster Damm 12-14, nella parte settentrionale della città.

La posizione può sembrare piuttosto distante dal centro guardando semplicemente la mappa, ma per noi si è rivelata una buona soluzione soprattutto per un motivo: abbiamo potuto lasciare il camper fermo durante tutti i giorni dedicati alla visita e muoverci comodamente con i mezzi pubblici.

Dall’area sosta si raggiunge a piedi la stazione di Alt Tegel (bus + metro N6) che permette di arrivare nelle zone centrali della città. Per esempio, Porta di Brandeburgo, Friedrichstraße e Potsdamer Platz sono facilmente raggiungibili con i mezzi.

Una scelta che ci ha evitato anche di doverci preoccupare ogni giorno di traffico, parcheggi e, soprattutto, delle regole previste per l’accesso dei veicoli nel centro di Berlino.

La Umweltzone di Berlino e la placchetta verde

Prima di raggiungere Berlino in camper è importante conoscere l’esistenza della Umweltzone, la zona ambientale istituita per limitare la circolazione dei veicoli più inquinanti.

La Umweltzone comprende il centro della città all’interno dell’anello della S-Bahn e per circolare al suo interno il veicolo deve essere autorizzato ed esporre sul parabrezza la placchetta ambientale verde, la cosiddetta Umweltplakette. La regola riguarda anche i veicoli con targa straniera.

La placchetta può essere richiesta anche per i veicoli immatricolati all’estero e, una volta ottenuta, è valida nelle Umweltzone tedesche che adottano questo sistema. Se state organizzando il viaggio dall’Italia, il consiglio è quindi di controllare con anticipo la classe ambientale del camper e procurarvi la placchetta prima della partenza.

Noi abbiamo preferito una soluzione ancora più semplice: parcheggiare il camper fuori dal centro e dimenticarcene per quattro giorni.

Del resto, con una rete di trasporti pubblici come quella berlinese, spostare ogni giorno il camper avrebbe avuto davvero poco senso.

Nel viaggio in Germania del Nord in camper ci fermiamo a Lubecca

Lubecca, la tappa imprevista che ci ha conquistati

Lubecca, a essere sinceri, non era nei nostri programmi iniziali.

Quando abbiamo organizzato questo viaggio avevamo un’idea decisamente più ambiziosa: dopo Berlino volevamo continuare a salire verso nord, raggiungere il Mar Baltico e avvicinarci il più possibile alla Scandinavia.

La Norvegia era il grande obiettivo, Amburgo sarebbe stata una delle tappe durante il ritorno e, in mezzo, avremmo deciso strada facendo dove fermarci.

Poi sono entrati in gioco i chilometri, i giorni a disposizione e quella brutta abitudine delle vacanze di avere una data di fine.

Abbiamo fatto due conti e capito che raggiungere la Norvegia avrebbe significato trascorrere buona parte del tempo alla guida. Il Baltico poteva ancora starci, almeno sulla carta, ma anche in questo caso avremmo dovuto correre più di quanto avessimo voglia di fare.

Così abbiamo cambiato programma e sulla nostra strada è comparsa Lubecca. Una di quelle tappe scelte quasi come ripiego e che, alla fine, diventano uno dei ricordi più belli del viaggio.

Una giornata nel centro storico di Lubecca

L’impatto con Lubecca è stato completamente diverso da quello avuto pochi giorni prima con Berlino.

Dopo le grandi distanze della capitale tedesca, i suoi quartieri e le giornate trascorse tra S-Bahn e metropolitana, ci siamo ritrovati in una città raccolta, tranquilla e facilissima da girare a piedi.

L’ingresso nel centro storico attraverso la Holstentor, con le sue due torri in mattoni leggermente inclinate, è già un ottimo anticipo di quello che si trova poco dopo. Superata la porta, Lubecca si apre tra edifici in mattoni rossi, vicoli, cortili nascosti e le alte torri delle sue chiese che continuano a comparire sopra i tetti.

Il centro storico, dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO, conserva ancora l’impronta della città anseatica che per secoli ha avuto un ruolo fondamentale nei commerci del Nord Europa.

Noi, però, Lubecca l’abbiamo soprattutto camminata.

Senza un programma serrato, entrando nei vicoli quando ci incuriosivano, fermandoci nelle piazze e scoprendo una città che non avevamo studiato per mesi prima della partenza. Forse è stato proprio questo a renderla così piacevole.

Siamo arrivati a Lubecca perché il nostro viaggio non era riuscito ad arrivare fino al Baltico come avevamo immaginato. Ripartiti pensando che, qualche volta, cambiare strada può essere la parte migliore dell’itinerario.

E da lì abbiamo puntato verso Amburgo. Dove, come abbiamo già anticipato, ci aspettava una cattedrale che in realtà si trovava a quattrocento chilometri di distanza.

Cosa visitare a Lubecca? Il bello di questa città è perdersi tra i suoi canali

Amburgo, ultima tappa del viaggio in Germania del Nord

Due giorni ad Amburgo, di cui uno in parte occupato dal viaggio, non ci hanno permesso di vedere ogni angolo della città. Abbiamo quindi scelto poche tappe, concentrandoci soprattutto sul centro e sulla zona del porto.

Cosa vedere ad Amburgo in due giorni

Tra le cose che abbiamo visto e che potete inserire in un itinerario di pochi giorni ad Amburgo ci sono:

  • Elbphilharmonie: uno dei simboli della città e sicuramente uno dei punti panoramici più interessanti. Siamo saliti fino alla Plaza per osservare dall’alto il porto, l’Elba e i tetti di Amburgo.
  • Porto di Amburgo e Landungsbrücken : una zona da percorrere senza troppi programmi, tra moli, traghetti, grandi navi e scorci sull’Elba. È qui che si percepisce maggiormente il rapporto della città con il suo porto.
  • Alter Elbtunnel: il vecchio tunnel sotto l’Elba, inaugurato all’inizio del Novecento. Si scende sotto il fiume e lo si attraversa attraverso le caratteristiche gallerie rivestite di piastrelle. Una delle tappe che ci ha divertito di più.
  • St. Nikolai: della grande chiesa neogotica, gravemente distrutta durante i bombardamenti del 1943, rimangono la torre e parte delle rovine. Nel dopoguerra si scelse di non ricostruirla completamente e oggi è un memoriale dedicato alle vittime della guerra e della persecuzione.
  • Centro di Amburgo: abbiamo dedicato parte del tempo semplicemente a passeggiare per il centro, senza costruire un percorso preciso. Del resto, dopo diversi giorni di viaggio, ogni tanto è piacevole anche smettere di seguire Google Maps e vedere dove si finisce.
  • St. Pauli : una tappa che, conoscendo i nostri gusti, difficilmente poteva mancare. Il quartiere è legato alla cultura alternativa della città ed è anche la casa dell’FC St. Pauli. Naturalmente siamo riusciti a tornare al camper con una maglietta con il celebre teschio. Missione compiuta.
il tunnel sotto il fiume ad amburgo

In due giorni non abbiamo cercato di vedere tutto, e probabilmente è stato proprio questo a farci vivere Amburgo con maggiore leggerezza: qualche luogo simbolo, il porto, parecchi passi e il tempo per curiosare dove ci andava.

Una nota pratica: se potete scegliere i giorni della visita, noi eviteremmo la domenica. In Germania gran parte dei negozi rimane chiusa e, avendo poco tempo a disposizione, abbiamo percepito parecchio la differenza rispetto a una normale giornata in città.

Uno scatto su Amburgo e le sue attività sportive

Dove sostare in camper ad Amburgo? La nostra scelta

Per la notte abbiamo scelto un’area sosta decisamente particolare, sotto i piloni della ferrovia.

Diciamo che non è stata esattamente la sistemazione più romantica del viaggio, soprattutto quando sopra la testa continuavano a passare i treni, ma la posizione si è rivelata comoda per raggiungere la città e lasciare il camper fermo durante la visita.

  • Area Sosta Camper – Wohnmobilhafen Süderstraße 8, 20097 Hamburg, Germania
  • Area con servizi igienici – acque nere con scarico e carico acqua
  • Corrente con presa Shuko – Cavo lungo

E dopo quattro giorni a Berlino avevamo ormai imparato la lezione: nelle grandi città tedesche camper parcheggiato e mezzi pubblici sono un’ottima combinazione.

Il viaggio continua, questa volta verso casa

Hamburg ha segnato l’inizio del nostro viaggio di ritorno, ma quando si viaggia in camper la strada verso casa può tranquillamente diventare un’altra parte della vacanza.

Considerando quanti chilometri ci separavano ancora dall’Italia, abbiamo approfittato del percorso per concederci qualche ultima deviazione, che vi racconteremo con degli articoli dedicati:

  • Wernigerode e le montagne dell’Harz: un luogo fatto di case a graticcio con un castello che domina la città e storie di streghe che ci hanno fatto sentire per qualche ora dentro un’ambientazione alla Salem’s Lot;
  • Rothenburg ob der Tauber: siamo tornati sulla Romantische Straße, che avevamo già incontrato durante il nostro viaggio a Füssen, per fermarci in una delle sue cittadine medievali più conosciute, tra mura, torri e case a graticcio;
  • Nördlingen: ultima deviazione prima di puntare davvero verso casa, una città costruita all’interno di un enorme cratere che volevamo vedere anche per un’altra ragione. Se conoscete Attack on Titan, probabilmente avete già intuito quale.

Tre ultime tappe prima di salutare la Germania e iniziare, questa volta sul serio, la strada verso casa.

Copywriter SEO & Blogger Navigo nel fantastico mondo del web creando contenuti per blog, siti aziendali, magazine e progetti editoriali. Un occhio alla SEO, un orecchio al tono di voce scalando vette virtuali che diventano reali nelle giornate di sole. Ho una passione per i libri fantasy, le ambientazioni gotiche, la birra irlandese e camminare senza una meta tra i sentieri di montagna.