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Nevegal: escursioni facili per famiglie

Il nome Nevegal richiama alla mente una località anglosassone da raggiungere in aereo o attraversando freddi oceani. Per fortuna per noi e il nostro camperino sgangherato non è nulla di tutto questo. In pochi sanno che l’altopiano del Nevegal si trova in Italia. Precisamente in Veneto e nella provincia di Belluno. Collocato nel versante settentrionale delle Dolomiti raggiunge vette di ben 1700 metri dividendo di fatto la pianura padana dalle valli montane.

Curiosità: il nome Nevegal deriverebbe dalla sua posizione dove da un lato abbiamo i prati innevati (neve) e dall’altro il suo particolare profilo che vede nel sole spuntare all’alba proprio come se fosse il canto di un gallo.

Amata dagli sciatori nel periodo invernale e dalle famiglie in estate è una località turistica che riesce ad offrire esperienze per tutti i gusti. Bellissimi panorami, prati verdeggianti e malghe dove poter assaggiare i piatti locali ci hanno fin da subito conquistato. Qualche ma di mezzo che vi racconteremo a breve e si parte per una nuova avventura a spasso per l’Italia.

Sentieri del Nevegal per tutti: camminiamo su e giù per l’altopiano

La “terrazza delle Dolomiti” come viene chiamata la località veneta ha moltissimi sentieri per escursionisti di ogni tipologia. Dal più facile al più difficile partono per la maggior parte delle volte dalla piazza principale del paese e si inerpicano tra fitti boschi, ampie vallate e in cresta dove è possibile osservare un panorama indimenticabile. Ha inoltre particolari tracciati per chi vuole sperimentare la propria abilità in mountain bike o downhill.

Il sentiero numero 13 – Le creste del Nevegal

Potrà apparire quello più complicato da percorrere ma in realtà risulta essere il più semplice e meno faticoso di tutti quelli presenti sull’altopiano. Partenza dal parcheggio del Ristorante La Casera dove potrete trovare un ampio parcheggio per le automobili con una altitudine di 1400 metri slm e toccare i toccare i 1763 metri slm della punta più alta, Col Visentin. Lungo il percorso incontrerete escursionisti come voi, noi qualche animale libero di pascolare e nulla più che la natura a circondarvi. Non esistono fontanelle per rifornirvi e le indicazioni potrebbero trarre in inganno ma seguendo il segnavia numero 13 con scritto cresta, non vi perderete.

Un importante salita (molto morbida), un paio di discese e qualche fermata ad ammirare la vallata in un paio di ore tranquille si raggiunge il Col Visentin con il suo omonimo Rifugio Alpino. Le Pre alpi venete come la maggior parte delle Dolomiti furono importanti crocevia di guerra e moltissimi sono i rifugi che storicamente assolsero questa funzione. Tra questi il Rifugio Budden costruito alla fine del 1800 e che venne incendiato nel bel mezzo della prima guerra mondiale. Sulle macerie di questo importante monumento la volontà del CAI e degli Alpini è stata fondamentale che nel 1968 si potrà riavere un luogo molto simile a una casa. Una lunga distesa di tavoli in legno pronti per ammirare il panorama a 360 gradi sull’intero comprensorio o il grande salone con le ampie vetrate permettono di sedersi per mangiare i piatti tipici della regione. Primi piatti, polenta e ottimi dolci con prezzi da malga assolutamente economici riempiono la pancia e lo spirito per la via del ritorno.

In alternativa consigliamo di prendere la seggiovia, la quale taglia il primo pezzo del sentiero ma che sembra essere più adatto a chi non ama particolarmente camminare ma non vuole rinunciare al panorama. In questo punto è possibile ammirare il sottostante lago di Santa Croce e il bosco che compone l’Alpago del Cansiglio.

Il nostro consiglio è quello di informarsi sempre in caso vogliate utilizzare la seggiovia sugli orari di apertura e chiusura direttamente telefonando. Le informazioni che troverete on line non sono aggiornate ed è un male dover rinunciare a un bellissimo panorama o a mangiare qualcosa di buono per questo.

Sulla destra della seggiovia e in una altezza di 1617 metri s.l.m si trova uno dei Rifugi più caratteristici del percorso le creste. Purtroppo e lo diciamo con grande dispiacere nel cuore, molto si potrebbe fare in questa parte di altopiano e seppure la visione del Rifugio Brigata è quella di un edificio abbandonato con un certo fascino, è pur vero che la sua destinazione d’uso era un bellissimo progetto culturale che avrebbe attirato moltissime persone. Ci accontentiamo di osservarlo in controluce pensando a come era un tempo e a come un giorno potrebbe diventare.

Sentiero n.1 – La Grava – Costa Legner

E’ considerato uno dei percorsi più facili da percorrere e possiamo utilizzarlo come piccolo allenamento per sentieri più impegnativi. La partenza è presso la Scuola Sci del Nevegal ad una quota di circa 1070 metri e prosegue per una oretta circa intrecciandosi con i sentieri numero 4 e 3 i quali raggiungono le vette più alte e la panchina gigante, di cui parleremo a breve. Il sentiero è in parte sterrato e facente parte della pista da sci aperta in inverno e in parte nel fitto bosco con un importante dislivello iniziale che prosegue dolcemente.

Sapete che a noi piacciono le alternative e così se anche qui avete poca voglia di camminare giungete solamente alla malga La Grava dove è possibile mangiare e assaggiare il piatto del giorno. Una birretta fresca e un panorama sulla vallata completano anche qui l’escursione.

Sentiero numero 4 e numero 5 La Forestal – La panchina gigante

Il colore rosso della prima panchina del Veneto si può osservare salendo con la seggiovia partendo dal piazzale Nevegal oppure attraverso due (non proprio) comodi sentieri che, si intrecciano fra di loro a metà strada. Abbiamo così la possibilità di salire attraverso il sentiero numero 5, denominato La Forestal, fino alla Malga Col Toront in un dislivello importante in circa un paio di ore.

In alternativa e con grande forza nelle gambe, si potrà giungere con il sentiero numero 1 fino alla malga La Grava, per proseguire in una importante salita in mezzo al bosco con il sentiero numero 4. La località da tenere a mente per potersi sedere sull’enorme panchina che fa parte del progetto senza fini di lucro Big Bench Project, sarà Casera Erte.

Scoprire la panchina gigante con i bambini è una bellissima esperienza e una utile occasione per scoprire da vicino gli usi e i costumi delle comunità locali. La panchina numero 149 è senz’altro un modo per avvicinarsi al Nevegal e a ciò che esso è in grado di offrire ma soprattutto può dare una spinta a frequentare zone meno turistiche fuori stagione.

Informazioni utili per visitare le Alpi del Nevegal: dove mangiare, dove sostare e parcheggiare il camper

Abbiamo già avuto modo di descrivervi le malghe e i rifugi che compongono questo altopiano e le nostre esperienze sono state tutte perfette da consigliarvi quelle che ci hanno maggiormente lasciato un segno. Facilmente raggiungibile la Malga La Grava (ottimi piatti a prezzo molto contenuto) e con maggiore difficoltà per raggiungerli vi consigliamo il Rifugio Col Visentin e la Malga Col Toront .

Il Nevegal si trova a 11 Km da Belluno ed è facilmente raggiungibile con strade ben segnalate, larghe e senza particolari difficoltà. Vicinissima all’autostrada A27 Venezia Belluno e collegata con Belluno attraverso un servizio autobus con orari che variano a seconda della stagione invernale/estiva.

Per i camper è presente un campeggio con area sosta con oltre 80 piazzole dove è possibile usufruire della corrente elettrica, camper service e servizi adiacenti riscaldati, sanificati a norma Covid 19. E’ presente un ristorante e un albergo con possibilità di ordinare pasti d’asporto o mangiare sul posto. Un piccolo ma fornito mini market, un bar con colazioni e un parco giochi con pista da pattinaggio in inverno faranno felice qualsiasi bambino. Il Park Camping Nevegal promuove spesso promozioni per i camper (28 euro a notte equipaggio compreso) e ammette i cani. Non è vicinissimo alle piste da sci o agli impianti di risalita che distano circa 10 minuti a piedi.

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