Ponte del 2 giugno a Ferrara: una città da vivere tutta intera
C’è un momento dell’anno in cui Ferrara si accende in modo diverso. Non è agosto, non è nemmeno il Palio ma è il ponte del 2 giugno, quando la città estense si apre, rallenta e si lascia esplorare con una generosità rara.
Se non ci siete mai stati, è il momento giusto per rimediare. Se ci abitate, lo sapete già: certi posti vanno scoperti ogni volta come se fosse la prima.
Il castello di notte vale il viaggio da solo
Partiamo da qui, perché è impossibile fare finta che non ci sia.
Il Castello Estense, noto anche come Castello di San Michele, domina il centro di Ferrara da secoli, con le sue torri, il fossato pieno d’acqua e quella capacità tutta sua di sembrare sempre fuori dal tempo.
Il 2 giugno viene illuminato, e di sera, passeggiandoci intorno, fa un effetto che difficilmente si dimentica.
Di giorno merita una visita dentro: le cucine, le prigioni, le sale affrescate, la Torre dei Leoni da cui si vede tutta la città a 360 gradi.
E se le escursioni in barca nel fossato sono attive (verificate prima sul sito del castello) non saltatele. È uno dei pochi castelli in Europa ancora circondato dall’acqua vera e con ponte levatoio funzionante, e vederlo dal basso è tutta un’altra storia.

Ferrara si gira a piedi (o meglio, in bici)
Una delle cose che colpisce di Ferrara è il silenzio. Non è una città silenziosa in senso triste ma è una città che si muove piano, su due ruote, tra vicoli medievali e piazze rinascimentali che non sembrano costruite per le folle.
Le mura rinascimentali sono intatte per quasi nove chilometri e ci si può camminare sopra, oppure pedalare. Con i bambini è un’attività che funziona sempre: nessuna macchina, nessun pericolo, solo verde e aria aperta con il centro storico sotto.
Palazzo dei Diamanti merita una sosta anche solo per la facciata con i suoi 8.500 blocchi di marmo a punta di diamante che cambiano colore con la luce. Oltre che il mistero di un diamante nascosto da Alfonso I d’Este mai ritrovato.
All’interno del palazzo mostre temporanee di buon livello: controllate cosa c’è in programma prima di partire.
Il Duomo e la sua piazza, la via delle Volte con i suoi archi medievali, il ghetto ebraico con i suoi angoli nascosti: Ferrara è una città che premia chi cammina senza fretta e si perde un po’.

Cosa mangiare ( per non sbagliare)
Ferrara ha una cucina propria, riconoscibile, che non si trova uguale da nessun’altra parte.
La salama da sugo è il piatto simbolo: una salsiccia stagionata che si cuoce a lungo e si serve con il purè. Non è un piatto leggero, ma è uno di quelli che si ricordano.
Il cappellaccio di zucca è l’altro must. La pasta fresca ferrarese ripiena di zucca e amaretto, diversa dai tortelli di zucca mantovani, più equilibrata.
E poi il pane ferrarese, la coppia, quella con le corna , che in città si trova fresco ovunque e altrove non esiste davvero.
Poi la tenerina di cioccolato o nella versione con la zucca, i cappelletti con il brodo di cappone, la zuppa inglese e poi vi consigliamo di cercare un’osteria vecchio stile, non i locali sul corso.
Ferrara ha ancora posti dove si mangia bene spendendo poco, se si sa dove guardare.
Per chi arriva in camper
La situazione sosta a Ferrara è cambiata rispetto a qualche anno fa e vale la pena saperlo prima di partire.
La storica area camper dell’ex MOF, vicina al centro, comoda, che tutti ricordano, non è più disponibile per i camper dopo i lavori di riqualificazione. Lo spazio è stato riconvertito e al momento non esiste un’area sosta attrezzata in città.
L’alternativa è il parcheggio di Rampari di San Rocco: sosta a 2 euro al giorno (gratuita nei festivi), senza servizi di carico e scarico. Non è il massimo, ma la posizione permette di raggiungere il centro in una ventina di minuti a piedi.
Prima di partire vi consiglio di contattare Ferrara Tua per verificare la situazione aggiornata, le cose cambiano e meglio non ritrovarsi a cercare soluzioni all’ultimo momento con il camper in mezzo al traffico.

2 giugno a Ferrara, vale davvero la pena visitare la città estense?
Sì. Ferrara è una di quelle città che non urla, non si vende, non ha bisogno di farlo. Chi la visita una volta tende a tornarci non per un evento specifico, ma per quell’atmosfera che è difficile da descrivere e facile da riconoscere.
Il ponte del 2 giugno è uno dei momenti migliori: non ancora estate, non ancora affollata, la luce è quella giusta e la città è sveglia il giusto.
Mettetela in lista. Non ve ne pentirete. Parola di ferraresi.


